HomeNotizieDestini intrecciati: Rudiger e il capitolo Paris Saint-Germain non scritto

Destini intrecciati: Rudiger e il capitolo Paris Saint-Germain non scritto

Antonio Rudiger, baluardo difensivo del Real Madrid e ex protagonista della Roma, si è aperto in una lunga e dettagliata intervista rilasciata a Goal Germania dove ha toccato diversi temi, dalla sua infanzia ai momenti salienti della propria carriera. La memoria calcistica di Rudiger è punteggiata da immagini indelebili, come la rete capolavoro di Zinédine Zidane nella finale di Champions League del 2002, un evento che ha lasciato un segno profondo nella sua memoria.

Rudiger ha parlato anche dei suoi modelli nel mondo del calcio, rivelando l’ammirazione per campioni del calibro di George Weah, icona africana e Pallone d’Oro, e il brasiliano Ronaldo, a cui nonostante la dolorosa sconfitta della Germania nella finale del Mondiale 2002, non può non riconoscere un ruolo di fonte d’ispirazione, tanto da aver adottato persino il suo stile di acconciatura all’epoca.

Non è mancato un passaggio sulla sua giovinezza, ammettendo che il contesto in cui è cresciuto avrebbe potuto facilmente portarlo fuori strada. Ma è stato il calcio a fornirgli una via di fuga e a diventare il suo salvavita in un periodo in cui la necessità di denaro avrebbe potuto indurlo in tentazioni rischiose.

Nel corso dell’intervista, Rudiger non ha risparmiato elogi per gli allenatori che hanno segnato il suo percorso professionale. Ha espresso particolare stima per Thomas Tuchel, con cui ha avuto un ottimo rapporto grazie alla sua onestà e a una comprensione tattica che lo ha colpito profondamente.

Rudiger ha parlato anche della Roma e di Totti

Ha inoltre sottolineato il rigore tattico e la disciplina richiesta da allenatori del calibro di Conte e la tranquillità di Carlo Ancelotti, senza dimenticare l’impressionante lavoro svolto da Luciano Spalletti al Napoli.

La storia tra Spalletti e Francesco Totti alla Roma, un altro dei temi caldi toccati dall’intervista. Rudiger ha descritto la situazione tra i due come molto tesa, ma con un reciproco rispetto che emergeva nonostante il conflitto, definendoli entrambi “due animali alfa”.

Rudiger ha poi rivisitato il suo passato al Chelsea, confessando di non aver ancora chiaro cosa sia successo durante il periodo in cui fu messo ai margini dal tecnico Frank Lampard. Tuttavia, ha evidenziato come il bello dello sport sia la possibilità di rispondere sul campo, cosa che crede di aver fatto alla grande.

Infine, il difensore tedesco ha rivelato il suo desiderio mancato di trasferirsi al Paris Saint-Germain per riunirsi con Thomas Tuchel, desiderio che non si è concretizzato ma che, ironicamente, ha visto Tuchel approdare successivamente al Chelsea, dove insieme hanno alzato la coppa più prestigiosa d’Europa, la Champions League. Un destino calcistico, forse, già scritto nelle stelle.

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