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Ritorno alle radici: L’All-Star Game 2024 celebra la tradizione Est vs Ovest con una serata stellare a Indianapolis

Nel cuore pulsante di Indianapolis, cuore storico del basket americano, si è consumato il ritorno all’antico splendore di un evento sportivo che ha saputo riaccendere la passione dei fan: l’All-Star Game è tornato al suo formato originale, Est contro Ovest, dopo tre anni di esperimenti e sperimentazioni che, a dire il vero, non hanno colpito nel segno come sperato. Indianapolis, con il suo retaggio cestistico, ha accolto il ritorno alla tradizione come una sorta di rinascita, un ritorno alle origini tanto atteso dal mondo della pallacanestro.

Dimenticate le scelte delle squadre tramite Draft, i quarti miniaturizzati, e il goal score a chiudere i giochi. Quest’anno, a dominare la scena sono stati due capitani d’eccezione: da una parte Giannis Antetokounmpo per l’Est, dall’altra LeBron James per l’Ovest, entrambi leader di 12 All-Stars ciascuno. L’atmosfera è stata impreziosita dalla presenza di tre leggende dell’Indiana: Reggie Miller, Oscar Robertson e Larry Bird, figure che con la loro sola presenza hanno reso omaggio al gioco e allo spirito competitivo che simboleggiano.

Nel primo quarto, la partita si è subito accesa. Bam Adebayo, subentrato al posto dell’infortunato Joël Embiid, ha dato il suo apporto significativo, ma è stato Tyrese Haliburton, sul parquet di casa, a sprigionare scintille per l’Est: il suo 5 su 5 da tre punti nei primi quattro minuti ha lasciato il segno (25-22).

Un All Star Game a dir poco entusiasmante

Tuttavia, l’Ovest non è rimasto a guardare, con Kevin Durant, Shai Gilgeous-Alexander e Stephen Curry che hanno tenuto le redini ben saldo in mano, nonostante il 13 su 27 da tre punti dell’Est abbia mantenuto questi ultimi in vantaggio con un 53-47.

Il secondo tempo ha visto l’Est prendere il largo con un inizio furioso. Damian Lillard e Tyrese Maxey hanno messo a segno un parziale di 17-4, distanziando l’Ovest di 19 lunghezze (70-51). L’intensità portata in campo da Karl-Anthony Towns e Nikola Jokic, unita alla precisione di Stephen Curry e alla nonchalance di Luka Doncic, ha permesso all’Ovest di accorciare la distanza prima dell’intervallo (99-89), ma è stato Jaylen Brown a ristabilire il divario a +15 per l’Est, concludendo il quarto sul 104-89.

Il terzo quarto non ha fatto altro che confermare la supremazia dell’Est, con Damian Lillard, Jayson Tatum e Tyrese Haliburton che hanno infiammato il gioco con due triple ciascuno. Lillard, in particolare, non si è risparmiato, segnando il suo nono tiro da centrocampo e portando l’Est fino a +27 (132-105). L’Ovest ha tentato la reazione con un controbreak 27-12 orchestrato da Shai Gilgeous-Alexander, Karl-Anthony Towns e Devin Booker, riducendo lo svantaggio a -12 (144-132). Tuttavia, Scottie Barnes e Jaylen Brown non hanno tardato a replicare con un devastante 16-4 in meno di due minuti, consolidando il vantaggio dell’Est e concludendo il quarto sul punteggio di 160-136.

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